Unconventional Craft Brewery

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Da una passione latente da anni si concretizza il BeBo Unconventional Craft-Brewery, un birrificio artigianale diverso che si inserisce in un panorama italiano in forte sviluppo. Il primo passo del progetto consisteva nel dare vita a questa realtà brassicola che si appoggiasse sull’esperienza enogastronomica dei fondatori e sull’esperienza produttiva di alcuni Mastri Birrai nella formula Brewery-Rent. Le nostre birre vengono prodotte in diversi laboratori ricercati tra i migliori e le cotte vengono eseguite insieme ai mastri birrai con stretto controllo sia dell’uso delle materie prime che della lavorazione.

Il futuro di BeBo sarà anche di installare un proprio impianto in modo da poter proporre prodotti sempre nuovi e diversi. “Unconventional” proprio perché la struttura ed il progetto non si rifanno ad esperienze già esistenti ma vogliono essere una nuova interpretazione del settore cercando di riunire, nel vero spirito di condivisione dei birrifici artigianali, più esperienze possibili e il maggior numero di punti di vista offrendo al cliente prodotti sempre nuovi, ricercati ma non improvvisati. La ricerca continua di nuovi accostamenti e la visione dei progetti da diversi punti di vista, esplorando i generi di birra ed esistenti utilizzando la migliore materia prima disponibile. Questo sarà l’obiettivo primario di BeBo.

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narra_una_leggenda_popolare

…che in questo paese abitavano quattro sorelle di nome Erica, Gardenia, Genzianella e Rosina. Tutte belle, vanitose e altezzose.
Avevano fatto innamorare tutti i ragazzi della valle, ma nessuna di loro si era mai fidanzata. A loro interessava solo essere desiderate ed ammirate. Un giorno, però, capirono che anche per loro il tempo stava passando, perciò decisero di fidanzarsi prima che la loro bellezza svanisse: scelsero quattro fratelli di bella presenza. Il giorno delle nozze si avvicinava e la valle non parlava d’altro, qualche giorno prima le quattro sorelle decisero di andare raccogliere la legna nel bosco al di sotto della Parete Est della Presolana; qui incrociarono un gruppo di gnomi, strani e buffi esseri che popolavano i boschi di quelle valli.
Le ragazze si avvicinarono con un atteggiamento altezzoso e superbo, con loro consumarono la colazione e proseguirono tutta la giornata con balli e canti; gli gnomi si fecero promettere dalle fanciulle che ogni sabato sarebbero passate da loro per trascorrere del tempo insieme, le sorelle accettarono prendendo alla leggera un così grande impegno che avevano stipulato con gli gnomi. Per diversi sabati le sorelle tornarono a far visita agli gnomi sempre più felici delle visite, ma ignoravano il fatto che le ragazze si stavano prendendo gioco di loro. Un giorno uno degli gnomi scese nel bosco vicino al paese e vide due boscaioli parlare, zitto si nascose e stette ad ascoltare: i due parlavano di quattro fanciulle che si stavano vantando del fatto di prendersi gioco di un gruppo di gnomi. Lo gnomo corse subito a riferire quello che aveva sentito al capo degli gnomi e radunò immediatamente tutti gli esseri del bosco per discutere di quel fatto. La decisione fu presa: le quattro ragazze non sarebbero mai più tornate alle loro case. Il giorno seguente le quattro sorelle, ignare del fatto accaduto il giorno precedente, andarono nel bosco per incontrare gli gnomi, che chiesero alle ragazze di seguirli. Arrivarono su una sella della Presolana che si apriva con un terribile precipizio su Colere e gli gnomi continuarono a cantare un cupo e triste lamento mentre si allontanavano dalle fanciulle. Le quattro sorelle non fecero neanche in tempo a gridare che un fulmine si scaraventò su di loro illuminando tutta la vallata: la vendetta dei folletti si compì e le ragazze si trasformarono in pietra diventando parte della montagna.
Le ragazze così sarebbero sempre rimaste a fianco dei folletti.

Oggi da Colere si vedono questi quattro pinnacoli e si dice che nelle fresche giornate gli escursionisti che salgono sentono ancora il lamento delle quattro fanciulle.

Ora tocca a voi credere o meno alla leggenda, salite per un’escursione e provate a sentire qualche lamento…

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